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Nome e cognome, prego

Finalmente ho trovato uno scritto ben documentato sul tema “nome e cognome”. Intendo sulla precedenza dell’uno o dell’altro. Ad esempio quando si deve firmare un documento, si deve usare prima il cognome e poi il nome o viceversa? E quando si parla? Nome e cognome? Ci sono eccezioni?
E’ tutto spiegato dall’Accademia della Crusca.
Riporto un passaggio che mi sembra molto significativo:

E’ ovvio che la sequenza “cognome + nome”, essendo propria di elenchi o schedari e di scritture burocratiche, veda l’individuo non a sè stante, ma indrappellato con altri suoi simili, parte cioé di un raggruppamento anche solo immaginario, di una comunità di membri, la cui distinzione è affidata al casato più che ai meriti o demeriti di ciascuno.

Quello comunque che è importante rilevare è che la sequenza “nome + cognome” non considera l’individuo come legato a molti altri da identità di scopi o di interessi, ma lo svincola da qualsiasi concetto di raggruppamento, considerandolo nella sua inconfondibile personalità.

Il diverso modo di firmarsi e di presentarsi rispecchia un diverso modo di percepirsi all’interno della società.

Paolo Manca

JUnitWeb Https

Ho appena iniziato ad utilizzare JWebUnit e ho già un problema: le chiamate in https. Purtroppo il servizio è tutto in https. Non ho scelta. Devo affrontare il problema. Per fortuna ho trovato la soluzione, da richiamare durante il setUp del test:

public class ExampleWebTestCase extends WebTestCase {
  public void setUp() throws Exception {
    XTrustProvider.install();
    super.setUp();
    setBaseUrl("https://myresource.abc");
  }
  //
}

Backup script shell

Sempre per questioni di backup, dovevo ridurre lo spazio della directory dei progetti. Questo script effettua un tarball per ogni directory di primo livello del percorso corrente. La mia situazione di partenza era:

paolo@h:~$ ls -la /home/paolo/progetti
drwxr-xr-x 5 paolo paolo 4096 2009-02-27 09:19 alfa
drwxr-xr-x 2 paolo paolo 4096 2009-03-13 17:44 beta
drwxr-xr-x 2 paolo paolo 4096 2008-04-08 16:49 gamma

Eseguendo:

paolo@h:~/progetti$ find -maxdepth 1 -type d -print0 | xargs -0 -I {} tar -cvzf {}.tar.gz{}

si ottengono gli archivi compressi di  ciascuna directory:

alfa.tar.gz
beta.tar.gz
gamma.tar.gz

Backup firefox

Seguendo le indicazioni ufficiali del supporto di Mozilla, ho fatto un breve script di shell per fare il backup del mio profilo di Firefox.

Email temporanee

Mi appunto alcuni servizi che forniscono email temporanee, utili per commentare blog o per servizi che richiedono registrazioni ‘al volo’.

Sono taggati anche su del.icio.us.

Architettura, architettura, architettura

Il mantra dell’ingegneria del software, ormai quasi completamente divorato dalla deriva java-centrica, parla esclusivamente di “architettura” e “scelte architetturali”. Nelle riunioni la parola d’ordine è “decidere l’architettura”.

Basta. Il tutto a discapito di chi poi deve scrivere il codice, che subisce i crampi mentale di questa gente. Gente che ormai non scrive più codice, che ha perso contatto con la realtà.

A questi vorrei dire: “quelli che possono programmano, quelli che non possono fanno gli architetti”.

La mia domanda però è un’altra. Di cosa parliamo quando usiamo il termine architettura? Come possiamo usarlo con senso?

Ho trovato qualche risorsa che schematizza felicemente gli stili architetturali. Che devono essere distinti da Pattern e Metafore.

Mi sembra utile riprendere questa tabella esplicativa.

Architecture style Description
Client-Server Segregates the system into two applications, where the client makes a service request to the server.
Component-Based Architecture Decomposes application design into reusable functional or logical components that are location-transparent and expose well-defined communication interfaces.
Layered Architecture Partitions the concerns of the application into stacked groups (layers).
Message-Bus A software system that can receive and send messages that are based on a set of known formats, so that systems can communicate with each other without needing to know the actual recipient.
N-tier / 3-tier Segregates functionality into separate segments in much the same way as the layered style, but with each segment being a tier located on a physically separate computer.
Object-Oriented An architectural style based on division of tasks for an application or system into individual reusable and self-sufficient objects, each containing the data and the behavior relevant to the object.
Separated Presentation Separates the logic for managing user interaction from the user interface (UI) view and from the data with which the user works.
Service-Oriented Architecture (SOA) Refers to Applications that expose and consume functionality as a service using contracts and messages.

Come stai? Come va? Tutto bene?

Sono una vittima di tutti quelli che subiscono le domande del titolo: come stai? come va? Tutto bene? E allora? Cosa mi racconti?

Tutte varianti della stessa peste linguistica, che è anche una peste esistenziale.

Domenica 9 febbraio, Che tempo che fa, intervista a Guido Ceronetti.
Alla fine dell’intervista (minuti 23.30-24.06), Fazio cita La fragilita’ del pensare, voce domanda.

La domanda più indiscreta, più insolente, più insoffribile e la più comune anche, la più poliglotta, la più persecutoria al telefono e faccia a faccia, la domanda che mette la tortura, che chiama la verità, perché la si formula per avere in risposta una miserabilissima bugia è: “come stai?”

La me’ senda

Durante queste vacanze natalizie ho avuto modo di conoscere alcuni modi di dire galluresi legati all’infanzia.

  • la me’ senda: la mia ricchezza
  • lu me’ oro: il mio oro
  • la steddha/lu steddhu: la “stella”, cioè il bambino
  • capizzinate: il dondolare della testa, la testata
  • azzica’: coccolare, cullare, (esempio: lu sei azzichendi, lo stai coccolando)
  • agghaddha: rannicchiarsi

Sicurezza in auto

Chi, come me, viaggia con bambini prima o poi si trova ad affrontare il problema della sicurezza in auto. La casa automobilistica Volvo ha pubblicato un breve manuale sull’argomento: è possibile scaricarlo (formato pdf) oppure farselo spedire gratuitamente a casa.
Ho trovato l’opuscolo molto ben fatto.
(Via Italians)

Film da vedere, 2008

Purtroppo non vado al cinema quanto vorrei. Nemmeno riesco a vedere film in tv. In attesa di momenti in cui avrò più tempo per fare l’una e l’altra cosa, mi annoto un elenco di film che vorrei vedere. I film sono tutti del 2008.

Quindi, cosa c’è da vedere?

  • Wall-E, splendida animazione targata Pixar, da vedere su decine di metri quadri di schermo immacolato (al cinema, insomma)
  • Burn After Reading dei soliti, grandi fratelli Coen
  • Changeling di Clint Eastwood,
  • La classe di Laurent Cantet, chi insegna dovrebbe vederlo
  • Giù al Nord di Dany Boon
  • Pranzo di ferragosto di Gianni di Gregorio
  • La felicità porta fortuna di Mike Leigh, più leggero e soave del solito
  • Si può fare di Gulio Manfredonia, che racconta di “matti che non sono scemi”
  • The Millionaire di Danny Boyle (stesso regista di Trainspotting)
  • Racconto di Natale di Arnaud Desplechin
  • L’ospite inatteso di Thomas McCarty
  • Il giardino di limoni di Eran Riklis

In coda aggiungo la classifica dei migliori film del 2008 secondo il mio attuale blog cinematografico di riferimento: memorie di un giovane cinefilo.

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